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Giuseppe Larosa
Il paese tra qualche giorno comincerà a vivere la fase che precede la grande festa patronale per solennizzare nel migliore dei modi San Nicodemo. Anche se la festa mammolese ha il suo clou nei giorni del 5 e 6 settembre, come da tradizione già cinque o sei giorni prima si entra nel clima della festa. E non a caso il Comitato Feste guidato dal parroco don Alfredo Valenti e dall’instancabile vice-presidente Antonio Randò ha già diffuso il programma dettagliato delle celebrazioni.

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“Sono contento della vostra visita e della cultura che voi rappresentate” CIRO' giovedì 12 marzo 2015 Delegazione di Cirò incontra Papa Francesco.

Grande rivincita di Cirò a livello nazionale: S.S. Papa Francesco ha ricevuto la visita del primo cittadino Mario Caruso, del parroco Don Giovanni Napolitano e della Banda musicale Euterpe. Papa Francesco dopo aver ringraziato la parrocchia Santa Maria de Plateis ed il parroco ha ringraziato il sindaco Caruso per gli speciali doni ricevuti: l’astrolabio in memoria di Lilio, lo “Sciannacheddo” d’argento simbolo dell’identità vitivinicola cirotana: il vino, e l’icona del Santo cirotano San Nicodemo. “Sono contento della vostra visita e della cultura che voi rappresentate dall’astronomo Luigi Lilio che ha riformato il calendario nel 1582 al chimico del 500 Giano Lacinio, di cui ho ricevuto con piacere dono di due libri uno su Lilio e uno su Lacinio, del ricercatore Francesco Vizza”. I libri sono stati consegnati con dedica, dono molto apprezzato , anche perché Lacinio era chimico come me. “Mi ha fatto piacere ascoltare il sindaco Caruso sulla storia di Cirò e su questi grandi personaggi”. C’era anche Francesco Vizza all’udienza generale alla quale ha partecipato la comunità parrocchiale di Cirò, nella gremita Piazza San Pietro in Vaticano ed il Corpo Bandistico Città di Cirò con le musiche dirette dal Maestro Vincenzo Salituri. ..................................continua su clicca qui
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Sabato 6 e domenica 7 Settembre si è svolta a Mammola la tradizionale festa Patronale di San Nicodemo Abate Basiliano  Ogni anno la prima domenica di settembre si celebra la ricorrenza della traslazione delle reliquie del santo dal Santuario in suo onore sito sul monte Cellerano alla Chiesa S. Nicola di Bari in Mammola. Come tradizione, il sabato, si svolge la consueta processione verso la Grancia Basiliana di San Biagio dove oltre alla statua con il busto in oro del Santo eremita, le donne mammolesi hanno portato in processione, in segno di voto, il reliquario con all’interno l’osso mandibolare. Nella spiazzo antistante la Grancia si è svolta la predica del parroco don Alfredo Valenti che, preparando un discorso molto interessante sulla figura di San Nicodemo ha saputo coinvolgere i molti mammolesi residenti e non presenti. Una miriade di gente ha accompagnato domenica assieme al tradizionale sparo dei fuochi e alla banda musicale di Mammola l’uscita del Santo dalla chiesa San Nicola di Bari, per dare via alla tanta attesa processione per le suggestive vie del paese locrideo. Al suggestivo “cammino di fede” oltre a tutta l’amministrazione comunale di Mammola con in testa il sindaco Antonio Longo erano presenti tutti i sindaci in fascia tricolore della Vallata del Torbido Giorgio Imperitura (Martone), Domenico Vestito (Marina di Gioiosa Jonica), Pino Vumbaca (San Giovanni di Gerace), Salvatore Fuda (Gioiosa Jonica) e Salvatore Leoncini (Grotteria), alcuni pellegrini provenienti da Cirò, la cittadina del crotonese dove nacque il Santo, accompagnati da uno dei tre commissari prefettizi che reggono il comune del crotonese e dal presidente della Pro Loco Rosaria Frustillo  oltre al deputato del Partito Democratico l’on. Nicodemo Oliverio e al sindaco del comune di Sant’Agapito (Isernia) Giuseppe Di Pilla sempre presenti e vicini alla figura del Santo e al consigliere regionale l’on. Demetrio Naccari Carlizzi. Per quanto riguarda il programma civile, Venerdì sera un pubblico intenso ha applaudito i tanti bambini locali che si sono esibiti nella 6° edizione del festival canoro “Note per San Nicodemo” che si è svolto in piazza Ferrari. Sabato il concerto della Banda Musicale mammolese non si è potuto svolgere viste le avverse condizioni meteorologiche. Da applausi si è rivelato il concerto del gruppo Cover Band Ligabue che ha ricevuto i favori del pubblico. A conclusione di tutti i festeggiamenti, la ditta Euro Pirotecnica ha eseguito il tanto atteso e splendido spettacolo di fuochi d’artificio musicali che riscosso un successo senza limiti. Il miracolo della tradizione si è rinnovato a Mammola e ha rigenerato ancora una volta le radici. La festa di San Nicodemo è il trionfo della schietta e genuina espressione delle forze migliori del sud legata al culto dei santi. Tra fede e folklore si consuma un rito che attira turisti provenienti da tutte le parti della Calabria. Ritornano i mammolesi emigrati in altre regioni italiane, oppure all’estero. Curiosità e fede fanno arrivare a Mammola migliaia di pellegrini. E’ la Calabria che custodisce le secolari tradizioni che rappresentano uno spaccato positivo che confermano anche quest’anno come Mammola e il Santo Patrono siano destinati a continuare a camminare insieme.
di Giuseppe Larosa
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Giuseppe Larosa
In pieno medioevo la Calabria fu interessata da un fenomeno legato alla tradizione religiosa bizantina che, nato in oriente, si diffuse in molte aree della regione. Si trattava della presenza di eremiti che lasciando le loro terre d'origine, si ritiravano in monti aspri e isolati per condurre una vita di solitudine, dedicata alla preghiera e alla meditazione. Molti di questi eremiti acquisirono fama di santi, tanto da restare nella memoria storica dei posti in cui vissero. E il loro ricordo in molti paesi continua ancora oggi. È il caso di Mammola, qui si venera da secoli uno dei molti anacoreti vissuti negli sperduti eremi dell'entroterra calabro, San Nicodemo, la cui memoria è tanto legata alla storia della città da figurare nello stemma civico del comune. Nicodemo, abate calabrese legato all'ordine basiliano, visse nell'ultimo periodo della sua vita in un luogo presso Mammola, dove morì nell'anno 990. Con il trasferimento dei suoi resti nella cittadina nel XVI secolo il suo culto crebbe di importanza e ancora oggi  se ne celebra la festa in modo solenne. La festa patronale di quest'anno si svolge nel weekend dal 5 al 7 settembre ed è organizzata dal comitato feste guidato dal parroco e presidente Don Alfredo Valenti e coordinato da Antonio Randò. Il calendario delle funzioni religiose parte già da oggi con l'inizio del novenario e delle tradizionali celebrazioni dedicate al santo, mentre nei giorni finali dei festeggiamenti le serate saranno invece interessate anche da eventi musicali. Luogo dei festeggiamenti civili serali sarà la centrale piazza Ferrari, dove venerdì 5 settembre si terrà il Festival dei Bambini “Dolci Note per San Nicodemo” a cura di Emerenziana Romeo. Sabato 6 settembre sarà invece la volta dell’esibizione del complesso bandistico “Città di Mammola” diretto dal maestro Antonio Salaris. Domenica 7 sarà il giorno principale dei festeggiamenti e alle solenni funzioni religiose farà seguito alle 22 il concerto della Cover Band di Ligabue fino alla chiusura della serata, dopo la mezzanotte, con il tradizionale spettacolo pirotecnico che per la prima volta sarà musicale. L'appuntamento con la festa patronale si ripete dunque anche quest'anno, momento di aggregazione e di fede, ma anche utile occasione per avvicinarsi a questa tradizione per chi volesse fare una visita al paese e conoscerne la sua interessante storia.
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Giuseppe Larosa
Questo fine settimana (30 agosto – 1 settembre) si è svolta a Mammola la tradizionale festa Patronale di San Nicodemo Abate Basiliano. Ogni anno la prima domenica di settembre si celebra la ricorrenza della traslazione delle reliquie del santo dal Santuario in suo onore sito sul monte Cellerano alla Chiesa S. Nicola di Bari in Mammola. Infatti dopo i tradizionali nove Venerdi al Santuario, la festa religiosa si è svolta il sabato con la consueta processione verso la Grancia Basiliana di San Biagio accompagnata da un enorme numero di persone.

Come tradizione oltre alla statua con il busto in oro, le donne mammolesi hanno portato in processione, in segno di voto, il reliquario con all’interno l’osso mandibolare del Santo eremita. Nella spiazzo antistante la Grancia si è svolta la predica del parroco don Alfredo Valenti che, preparando un discorso molto interessante sulla figura di San Nicodemo ha spinto i molti mammolesi residenti e non alla riflessione. Una folla immensa ha accompagnato domenica assieme al tradizionale sparo dei fuochi e alla banda musicale di Cinquefrondi l’uscita del Santo dalla chiesa San Nicola di Bari, per dare via alla tanta attesa processione per le vie del borgo. E’ difficile spiegare cosa succede ogni anno in ricorrenza della festività patronale di San Nicodemo. Non c’è ragazzo, adulto, anziano che non conosca le sue gesta, le sue grazie, i suoi miracoli. Questa e la grande forza dell’appuntamento annuale che anche questo anno si è rinnovato nel centro della Vallata del Torbido. La grandezza del Santo sta proprio nella grande attualità dei suoi principi e insegnamenti che hanno segnato la fede e la storia della cittadina di Mammola. Al suggestivo “cammino di fede” oltre a tutta l’amministrazione comunale di Mammola con in testa il sindaco Antonio Longo erano presenti alcuni pellegrini provenienti da Cirò, la cittadina del crotonese dove nacque il Santo, accompagnati dal parroco don Giovanni Napolitano e dal presidente della Pro Loco Rosaria Frustillo  oltre al deputato del Partito Democratico l’on. Nicodemo Oliverio e al sindaco del comune di Sant’Agapito (Isernia) Giuseppe Di Pilla sempre presenti e vicini alla figura del Santo. La processione è stata ripresa dalle telecamere dell’emittente regionale Telemia (sponsor ufficiale della festa) che con la presenza di Pino Carella ha registrato una puntata speciale del programma “Radici in festa”. Per quanto riguarda il programma civile, sabato si è esibito il gruppo musicale “Natino Rappoccio e i Taranta Tarantella” che ha ricevuto gli onori del pubblico. Da applausi si è rivelato anche il grande concerto del gruppo degli Sugarfree, che specialmente tra le persone più giovani ha riscosso un successo senza limiti. Il gruppo ha allietato i suoi fans, con il suo vasto repertorio concludendo il concerto con le canzoni più famose “Cleptomania” , “Scusa ma ti chiamo amore” e “Pura e semplice”. Il gruppo è stato molto disponibile con il pubblico anche dopo il concerto, infatti molti si sono fermati per qualche foto e autografo. A conclusione di tutti i festeggiamenti, la ditta Euro Pirotecnica ha eseguito lo splendido spettacolo di fuochi d’artificio. Mammola anche quest’anno ha saputo onorare nel migliore dei modi il suo Santo Patrono.


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Giuseppe Larosa
Settembre 2013
MAMMOLA – E’ attesa grande in tutta la comunità mammolese per i grandi festeggiamenti patronali in onore di San Nicodemo Abate Basiliano che con l’uscita del programma religioso e civile domani entrano nel vivo con l’esposizione della statua e l’inizio del novenario e continueranno fino a domenica 1 settembre, giorno della festa.

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Calabria tra fede e tradizione














Sono intensi i riti della settimana santa che si svolgono in Calabria. 
E particolarmente suggestivi sono quelli che si svolgono nel triduo pasquale che ripropongono il calvario e la morte di Cristo. Famosa per l'interesse suscitato, soprattutto tra gli antropologi, è la processione dei 'vattienti' a Nocera Terinese
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Un piatto tipico di Mammola (Reggio Calabria) e della Calabria in generale è la pasta e ciciari, ovvero la pasta e ceci. E' un piatto tipico contadino, semplice e gustoso, che si prepara durante l’anno, in particolare si mangia in tutte le famiglie di Mammola il 19 marzo, giorno di San Giuseppe.
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103x140 Pittore messinese Sec. XVII (terzo quarto)
Mammola (Reggio Calabria), Chiesa Matrice Provenienza: Mammola, Abbazia di S. Nicodemo
Il dipinto, con molta probabilità, pervenne alla chiesa Matrice di Mammola da quella del monastero ‘basiliano’ di S. Nicodemo nel 1809, a seguito delle soppressioni ottocentesche degli ordini religiosi. 
La fondazione, di antica e veneranda memoria, dopo una lunga e travagliata storia, fu ricostruita, nella seconda metà del Cinquecento a opera dell’abate commendatario card. Antonio Carata, per continuare a custodire le accreditate reliquie di S. Nicodemo, monaco italo- greco vissuto nel sec. X che ne fu appunto igumeno (Briguglio 1989, 62-63; cfr. Arco Magri 1969, 27 ss.). 
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Gli impossibili sacrifici. “Le difficoltà economiche stanno imponendo duri sacrifici a tutti, ma noi nella Locride le stiamo vivendo in maniera drammatica, perché per tanti aspetti qui non si è trattato di ridimensionare quanto si aveva, ma di perdere tutto.

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Sono tutti lì ad applaudirla, in sala consiliare, le due del pomeriggio di ieri: lei ha appena ritirato le dimissioni da sindaco. Maria Carmela Lanzetta, dopo due settimane di puro travaglio, ha così scelto di restare in trincea, a Monasterace, terra di ’ndrangheta, cosche pericolose, i Ruga, i Metastasio e i Gallace di Guardavalle
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La Via Crucis attira a Little Italy migliaia di fedeli: la tradizione si ripeterà il 6 aprile.

TORONTO - Pasqua avrà un risvolto speciale per la comunità italiana. Il 6 aprile, giorno del Venerdì Santo, si svolgerà infatti il 50º anniversario della processione del Cristo morto nella chiesa di San Francesco d’Assisi.
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Il Futuro non esiste, è qualcosa che noi rincorriamo e,quando lo raggiungiamo,subito diventa presente e poi passato.
E proprio facendo un salto nel passato che affiorano alla nostra mente i più bei ricordi, la nostra fanciullezza prima, la nostra gioventù e la nostra maturità poi.

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MAMMOLA - Si è spento dopo una breve malattia Don Aniello Lanzetta .
Sacerdote, storico e letterato di Mammola. Don Aniello aveva 86 anni per oltre Sessant'anni è stato sacerdote della Parrocchia Santa Maria del Carmine un traguardo che non può passare inosservato.

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Giorno 28 Novembre presso la Cattedrale di Locri, ho ricevuto l’Ammissione agli Ordini Sacri, 

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MAMMOLA - La Festa patronale di San Nicodemo che si è conclusa domenica  è da sempre una manifestazione appassionata di sentimenti religiosi e delle radici culturali del popolo Mammolese; un monumento nobile della storia e della cultura del paese  in cui il felice connubio tra religiosità popolare e folklore  permette di fare memoria e di riassaporare certe tradizioni senza le quali Mammola  sarebbe un deserto senza storia, senza linguaggio, senza identità
Sabato e  Domenica, si è  ripetuta la tradizionale  processione per tutte le strade del borgo antico della sacra immagine di San Nicodemo con le reliquie . I festeggiamenti sono stati organizzati dal Comitato Feste composto da oltre 25 componenti, presieduto da Don Alfredo Valenti e dal coordinatore  Antonio Randò.

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U LUNI DOPPU U SANTU E NA TRISTEZZA, NON VIDI NA PERZUNA PE LI STRATI              QUATTRU CINCU BANCAREJI NTA A PIAZZETTA, E GENTI CUI VALISCI PREPARATI
SI PARTI E TI RESTANU I RICORDI, MA DI STU PAISI E DI LU SANTU NON TI SCORDI                 CUI LACRIMI NTA L' OCCHI TI SALUTI, CU PARENTI E AMISCI CANUSCIUTI NDI VIDIMU N' ANTRANNU SI DIU VOLI, E CHISTA A FRASI CHI POI DASSARI  QUANDU ARRIVATI TELEFUNATI, E PENSATI A LI RICORDI DI L' ESTATI. TORNANDU A U LUNI DOPPU U SANTU, VIJU CHIJI CHI CACCIANU ALLUMINAZIONI   
    U JORNU PRIMA ERA BELLU ALLUMINATU, MO MI SEMBRA NU DESERTU SPERDUTU    TUTTU TORNA COMU PRIMA, CU TORNA MU LAVURA E CU PASSIJA   FIGGHJIOLI CHI TORNANU A LA SCOLA, E INTANTU SUPRA I NUI U TEMPU VOLA   U LUNI DOPPU U SANTU E SEMPI U STESSU, OGNI ANNU QUANDU ARRIVA E SUGNU PERSU TI VENI PEMMU SCIANGI SULU SULU, TI PASSA A VOGGHJIA PURU PEMMU NESCI  CA SAI CA

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C'è quello di Sant'lìarione, che era abbandonato da sessantanni. C'è quello
delle Querce, in una sperduta frazione di Caulonia. E poi, ancora, quelli di San
Nicodemo e dell'Unità: tra le balze aspre e verdi dell'Aspromonte vanno rinascendo numerosi eremi che coniugano tradizione orientale e rinnovamento conciliare. Rinverdendo così l'antica fama della Calabria come nuova "Tebaide".


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Padre Ernesto non ha contatti col mondo; non ha la tv; non ama i turisti chiassosi, ma e' gentile con quelli che lo cercano, affascinati dalla sapienza delle sue parole, dal senso di pace e serenità che esprimono i suoi occhi.

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“La strada di la Seja la sapiti!”
I santi sono quei grandi credenti che hanno riempito il frammento di tempo e di spazio in cui sono vissuti di segni di un’esperienza coraggiosa e provocante: la decisione di fare Gesù il Signore della loro vita.
Anche Nicodemo è un santo. Egli ha deciso di mettere Gesù al centro della sua vita.
Di lui ricordiamo il nome; ricordiamo molti particolari della sua vita. La sua memoria ci viene tramandata nelle pietre di una chiesa costruita in montagna, nelle sue ossa, nella sua storia legata alla storia del nostro paese (Mammola), nella vita di intere generazioni, di uomini e donne di ieri e di oggi che lo hanno pregato e pregano, che con lui hanno dialogato e dialogano.
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